Abito da sposa: come scegliere quello giusto

Idee e consigli, In evidenza

La scelta dell’abito da sposa è sempre molto delicata.
Corto o lungo? Con il pizzo o liscio? Bianco o colorato?
Di seta o di lino, quale scegliere?

Molto spesso succede che, dopo svariate ricerche e prove con centinaia di modelli, finiamo per scegliere un abito da sposa che non corrisponde a quello dei nostri sogni. 

Se siete persone originali, etiche e creative, e volete che anche il vostro abito rispecchi la vostra personalità, l’Atelier a domicilio di Follemente Sposa è quello che fa per voi.

Ogni futura sposa, nell’organizzazione del proprio matrimonio, vuole che tutto quel giorno, sia come l’ha sempre sognato, a partire dal proprio abito. Grazie al progetto “Atelier a domicilio” della stilista Cristina Invidia, puoi veder nascere l’abito da sposa dei tuoi sogni nel salotto di casa tua e seguirne la creazione passo dopo passo.

Per essere sicuri che il risultato finale sia quello migliore, Cristina viaggia in tutta Italia, incontrando di persona le future spose e ascoltando le loro esigenze e i loro desideri, per poi proseguire il lavoro con le canoniche 3 prove:
– prova dei capi campione interessati, visione del book tessuti, disegno dal vivo dell’abito definitivo
– prima prova dell’abito e definizione di dettagli e accessori
– seconda prova/finale (con ritiro da concordare)

Di fondamentale importanza è la prova dei capi campione, dove la futura sposa ha a disposizione un campionario di abiti da sposa diversi per linea e materiali, e dei prototipi di gonne in varie ampiezze, che le permettono di verificare in anteprima davanti allo specchio se la linea da lei scelta effettivamente le doni. Dopo questa prova del nove, la sposa potrà confermare con tranquillità il suo modello e si procederà con la lavorazione dell’abito, scegliendo insieme giorni e orari per le prove e modificando il modello anche in corso d’opera se necessario.

Guarda il video del progetto Atelier a domicilio di Cristina Invidia

La sposa etica: la seta della pace e gli abiti Equo-Solidali

Le spose attente all’ambiente e alla sostenibilità sono per fortuna sempre più numerose. Oltre alle partecipazioni di matrimonio, alle bomboniere e al viaggio di nozze, anche l’abito da sposa può essere etico e provenire da un progetto che mette d’accordo il lusso con la solidarietà. Per questo Follemente Sposa realizza collezioni con tessuti naturali e in collaborazione con Cooperative che operano nei Paesi in via di Sviluppo; ecco le ultime novità:

L’abito Vegano e la seta della pace 

Forse non tutti sanno che dietro la lavorazione della seta, pratica già conosciuta nel 6.000 a. C., si nasconde una tremenda crudeltà nei confronti dei bachi. Una volta creato il bozzolo infatti, il baco da seta lo rompe, per uscire e tramutarsi in farfalla. Per evitare che il bozzolo venga rotto,  secondo il metodo tradizionale di lavorazione della seta, i bachi vengono gettati vivi insieme al bozzolo nell’acqua bollente e vengono così uccisi, per mantenere integro il filamento e minimizzare il lavoro di produzione del tessuto.

Fortunatamente ci sono anche produzioni più sostenibili e cruelty-free,come quella scelta da Follemente Sposa, in cui la seta viene ricavata raccogliendo ciò che rimane dei bozzoli dopo che sono nate le farfalle. Questo tipo di seta viene chiamata seta della pace o seta biologica ed è stata da poco certificata in Italia attraverso l’approvazione di un disciplinare creato da Icea (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale); che tutela la Gelsicoltura e Bachicoltura Biologica, ridando dignità alla vita del baco.

abito da sposa in seta biologica su misura

Follemente Sposa si propone di divulgare l’uso di questa seta meravigliosa, attraverso la fornitura di una vasta campionatura di abiti nelle diverse tipologie, da toccare con mano. Anche gli accessori e i ricami sono realizzati con materiali naturali, come il Capim Dorado, detto “oro vegetale“, una pianta del Brasile il cui stelo è naturalmente color oro; l’intreccio degli steli dà vita a veri gioielli per abbellire gli abiti da sposa più originali.

Guarda il video sulla realizzazione degli abiti con seta ecologica e oro vegetale.

La Sposa Equo-Solidale dal Bangladesh

Banchte Shekha, che vuol dire “insegnare a sopravvivere”,  è la cooperativa creata da Angela Gomes a Jessore in Bangladesh e coordina oltre 30.000 donne vedove, divorziate, abbandonate o semplicemente con difficoltà economiche. Scegliere come abito da sposa un capo che nasce da un Sari Bengalese, non significa solo avere un vestito davvero originale e di qualità, perché tessuto e ricamato a mano artigianalmente dalle donne secondo la tradizione culturale del paese, ma anche sostenere il loro lavoro, indispensabile per la loro sopravvivenza. 

Abito da sposa su misura di follemente sposa

Il Sari è un’indumento tipico della tradizione indiana, le cui origini risalgono al 100 a.C., ed è uno dei pochissimi indumenti ad essere stati tramandati per così tanti secoli. I Sari utilizzati da Follemente Sposa possono essere di seta, organza e raso: tessuto e colore a scelta della futura sposa ma rigorosamente di produzione italiana.

Si tratta di 6 metri di tessuto interamente ricamati a mano dalle donne artigiane che, dopo aver ricevuto il bozzetto del disegno da realizzare,  lo ricalcano con carta copiativa su tutta la lunghezza del Sari, pezzo per pezzo e il Sari viene così confezionato e ricamato. I disegni vengono scelti dalle future spose, con l’aiuto di Cristina Invidia.

L’abito da sposa African Style e il progetto “Donne per Donne”

Il progetto Donne per le Donne, ideato e gestito da Prisca Ojok Auma tra Bassano del grappa e l’Uganda, affonda le sue radici nelle drammatiche esperienze di vita vissute dalle donne nel nord dell’Uganda durante la ventennale guerra civile terminata nel 2008: violenze ed abusi dei quali molte portano ancora il segno nell’anima e nel corpo.

Prisca, dopo dieci anni di attività e costante presenza a fianco di queste donne, decide per la svolta guidandole verso il riscatto morale e l’emancipazione economica, investendo sulle innate potenzialità artistiche ed imprenditoriali della donna africana: una collaborazione tra l’universo femminile della piccola imprenditoria della moda ugandese e di quella italiana.

Abito da sposa equo-solidale di Cristina Invidia

L’abito da sposa Africa Style costituisce un esempio concreto di sinergia e fusione di mani e spiriti tra due culture e due arti: quella della tessitura, pittura e stampa artigianale Ugandese, con lo stile e la tradizione sartoriale Italiana.

Follemente Sposa ha scelto un tessuto Batik di eccezionale bellezza da trasformare in un corsetto per un abito da sposa che parli di arte, di colore, di Africa. Una parte del ricavato dalla vendita dell’abito Africa Style andrà a sostenere il progetto Donne per le Donne.

Per vedere le collezioni complete e richiedere un incontro con Cristina Invidia, visita il sito: www.follementesposa.it

Condividi l'articoloShare on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Share on Google+0Email this to someone